Due forti terremoti hanno colpito il Venezuela. Più di 1'000 persone hanno perso la vita, migliaia sono rimaste ferite e quasi 70'000 risultano tuttora disperse. Mentre le squadre di soccorso continuano a cercare persone intrappolate sotto le macerie, Save the Children, insieme ai partner locali, sta ampliando gli interventi di emergenza a favore dei bambini e delle loro famiglie.

I bambini sono tra le persone più colpite dai terremoti

Molti bambini e le loro famiglie hanno perso la propria casa e dormono all’aperto o in rifugi temporanei. Per paura di nuove scosse di assestamento, molti non osano rientrare nelle loro abitazioni.

«Per molti bambini questa catastrofe significa perdere la propria casa, la quotidianità e tutti i loro punti di riferimento. La protezione e il sostegno psicosociale devono essere una priorità», afferma Fatima Andraca.

Anche il percorso scolastico dei bambini è stato gravemente interrotto. Le scuole nelle aree colpite restano chiuse e alcune sono state trasformate in rifugi di emergenza o centri di distribuzione degli aiuti umanitari. Per molti bambini questo significa non solo interrompere l’apprendimento, ma anche perdere un luogo fondamentale di sicurezza, stabilità e un importante punto di riferimento.

Per i bambini perdere tutto ciò che è familiare e fonte di conforto è incommensurabile.

Fatima Andraca Direttrice nazionale di Save the Children in Venezuela

Il nostro intervento di emergenza in Venezuela

In collaborazione con i partner locali, forniamo aiuti di emergenza nelle aree colpite. L’intervento si concentra attualmente su La Guaira, Catia La Mar e nelle zone di Caracas maggiormente colpite.

I nostri team intervengono in particolare nei seguenti ambiti:

  • Protezione dell’infanzia e sostegno psicosociale: forniamo primo soccorso psicologico e realizziamo spazi a misura di bambino, dove i bambini possono elaborare le esperienze vissute, partecipare ad attività educative e ricreative e ritrovare un senso di normalità.
  • Salute, nutrizione e accesso all’acqua potabile: stiamo preparando servizi sanitari mobili, distribuiamo acqua potabile, kit per l’igiene e altri beni di prima necessità e svolgiamo screening nutrizionali per i bambini.
  • Educazione: aiutiamo i bambini a continuare ad apprendere. A questo scopo mettiamo a disposizione materiale didattico, creiamo spazi di apprendimento temporanei e sosteniamo il personale docente affinché possa rispondere ai bisogni emotivi dei bambini.

Subito dopo i terremoti, Save the Children ha stanziato 1,5 milioni di dollari dal Fondo di emergenza per i bambini per ampliare rapidamente la risposta umanitaria. Puntiamo a raggiungere complessivamente 350’000 persone, tra cui 200’000 bambini.

I bisogni restano enormi

La catastrofe colpisce un Paese che già prima dei terremoti era segnato da una crisi protratta. Secondo le Nazioni Unite, fino a 6,76 milioni di persone potrebbero essere colpite. Le reti elettriche, l’approvvigionamento di acqua, i trasporti e le telecomunicazioni restano gravemente compromessi.

Gli ospedali lavorano al limite delle loro capacità a causa dell’elevato numero di feriti, mentre le scuole nelle aree colpite restano chiuse. Oltre alla risposta immediata all’emergenza, i bambini avranno bisogno di un sostegno duraturo anche nei prossimi mesi.

Save the Children è presente in Venezuela dal 2018 e dispone di un ufficio nazionale dal 2019. In collaborazione con i partner locali continuiamo a sostenere i bambini e le loro famiglie.

Di fronte all'elevato numero di persone uccise, ferite o ancora disperse, i bambini avranno bisogno anche di un sostegno a lungo termine affinché questa catastrofe non lasci conseguenze psicologiche permanenti.

Fatima Andraca Direttrice nazionale di Save the Children Venezuela