La pandemia di coronavirus ha aggravato rapidamente la scarsità di generi alimentari in Siria: negli scorsi sei mesi sono 700 000 in più i bambini minacciati dalla fame, per un totale di 4,6 milioni, spiega Save the Children in un rapporto sulla situazione alimentare in Siria. Secondo il rapporto «Hidden Hunger in Syria» (la fame nascosta della Siria), sono sempre più i bambini denutriti o che mostrano gravi sintomi di carenza alimentare a causa di un’alimentazione unilaterale e povera di vitamine.

Samira vive con figli e famiglia allargata in un campo profughi nell’est della Siria; sono 15 persone in una tenda. Un anno e mezzo fa sono stati cacciati da casa e la donna ha dato alla luce i suoi gemelli nel campo. Tra l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, il crollo della moneta e le preoccupazioni per il coronavirus Samira teme per la salute e l’alimentazione dei figli, di cui uno è già denutrito.

Gli anni di guerra, le limitazioni dovute alla pandemia e la perdita massiccia di posti di lavoro hanno annientato i mezzi di sostentamento di milioni di persone nel Paese. Il deprezzamento della valuta e la riduzione del flusso di merci hanno aggravato la crisi e portato alle stelle il prezzo dei generi alimentari. Secondo i dati del Programma alimentare mondiale (WFP), in Siria una cesta di alimentari in grado di sfamare una famiglia costa oggi oltre 23 volte il prezzo medio precedente alla crisi siriana e oltre il doppio rispetto al precedente valore massimo registrato nel 2016.

Un’intera generazione di bambini è esposta al rischio della denutrizione, semplicemente perché le famiglie non possono più permettersi di mettere cibo in tavola.

Sonia Khush, direttrice di Save the Children in Siria

Mais (3) vive insieme a suo fratello Maher in un campo profughi nel nordovest della Siria.

Rami (5) vive con i suoi cugini Maher e Mais nel campo profughi.

Ghadeer (6) ha perso i suoi genitori durante un attacco aereo e vive ora da sua nonna Ghazal in un campo profughi.

In Siria ad essere maggiormente colpito dai quasi dieci anni di devastante conflitto è proprio chi non ne può nulla: i bambini. Per quanto riguarda alimentazione e assistenza, sono soprattutto i neonati e i più piccoli ad essere particolarmente esposti a denutrizione, malattie e morte. Poiché la fine della crisi è ben lontana, essi necessitano al più presto di protezione e sostegno.

COVID-19 E MALNUTRIZIONE

Integrare negli aiuti umanitari interventi nutrizionali è estremamente importante e può salvare delle vite, specialmente in relazione al COVID-19. I servizi per la protezione, la promozione e il sostegno attraverso alimenti complementari e pratiche nutrizionali ottimali, sicuri e adatti all’età devono, in un contesto come quello della pandemia di COVID-19, essere componente essenziale del programma di lavoro e intervento mirato per i neonati. Perché finora in tutta la Siria i casi positivi confermati sono 5380, l’approvvigionamento alimentare diventa sempre più caro e la perdita massiccia di posti di lavoro, la svalutazione della moneta e la diminuzione del flusso di merci hanno peggiorato la situazione.

Sempre più famiglie non hanno però altra scelta se non quella di rinunciare ad alimenti freschi come carne, frutta e verdura. Da un sondaggio di Save the Children emerge che il 65% dei bambini non mangia una mela, un’arancia o una banana da almeno tre mesi. Nel nord della Siria addirittura un quarto dei bambini ha affermato di non aver mangiato questi frutti da almeno nove mesi e molti bambini dicono di aver mangiato solo riso e fagioli nelle ultime settimane. Una madre racconta di aver risparmiato per tre settimane per poter comprare una singola mela per l’intera famiglia.

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Nel nord della Siria Save the Children distribuisce pacchi di cibo con frutta e verdura fresca a donne incinte e giovani madri.

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L’organizzazione aiuta anche i neonati in tutto il Paese e offre consulenza alimentare e visite mediche ai bambini denutriti.

Noura (10)

"L’ultima volta che ho mangiato della frutta è oltre due mesi fa. Quando chiedo ai miei genitori di andarne a comprare rispondono che a malapena possiamo permetterci del cibo."

L’ALIMENTAZIONE È UN DIRITTO FONDAMENTALE

Malnutrizione significa mangiare troppo o troppo poco, oppure non assumere gli alimenti corretti. Dal punto di vista tecnico si tratta di uno stato che subentra quando l’apporto di nutrienti ed energia di una persona non soddisfa o supera le esigenze per crescita, difese immunitarie e funzionamento degli organi. La malnutrizione si manifesta in molte forme e può essere suddivisa grossomodo in sovranutrizione, denutrizione e denutrizione da micronutrienti. Attualmente in Siria ne soffre almeno un bambino su otto, ovvero circa 500 000 bambini.

I bambini malnutriti sono esposti a innumerevoli rischi per la propria salute e il proprio benessere, come ad es. l’atrofia, che limita la capacità di combattere le malattie, aumenta la probabilità di sviluppare ansia e depressione e porta a scarse prestazioni scolastiche.

Sonia Khush, Response Director di Save the Children in Siria

Scarica qui il rapporto completo «Hidden Hunger» (in inglese) pdf - 5,69 MB

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